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Perché molte volte i prodotti biologici hanno prezzi più alti di quelli “tradizionali”?

Il metodo di coltivazione e di allevamento biologici prevedono l’adozione di tecniche molto impegnative, che richiedono sicuramente maggiore necessità del lavoro dell’uomo. E’ bene inoltre ricordare che non parliamo di agricoltura o allevamento intensivi: i terreni e gli animali non vengono “sfruttati” e hanno rese più costanti nel tempo anche se in quantità minore. Cosa significa? Che una superficie coltivata col metodo bio avrà una produzione inferiore rispetto a quanto non farebbe se coltivata in modo intensivo, con conseguente impoverimento del terreno, inquinamento delle falde acquifere etc. La rotazione delle colture e il sovescio sono tecniche adottate nel bio per arricchire il terreno, per nutrire la terra a discapito della produzione.

E’ utile riflettere su un altro importante aspetto: non abbiamo mai pensato a quanto costano le attività di bonifica dei terreni, delle falde acquifere, di cura alle malattie? In qualche Paese europeo le leggi stabiliscono un nesso di causa/effetto tra le malattie e l'uso di pesticidi.
In Francia, per esempio, il morbo di Parkinson è riconosciuto come malattia professionale per gli agricoltori.

Se consideriamo questi costi, andandoli ad aggiungere al prezzo dei prodotti non bio, scopriamo facilmente  che il bio non può essere definito come caro.