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Amici Animali

Amici per sempre

La separazione definitiva da un animale è sempre una prova molto dura da superare. I nostri amici pelosi vivono, purtroppo, per un tempo che è sempre molto limitato rispetto alla durata della nostra esistenza.

Non è facile neppure per noi medici veterinari, anche se il nostro lavoro ci porta a contatto ogni giorno con la morte. Accompagniamo per anni i nostri piccoli pazienti e poi ci capita di vederli morire per un incidente, un avvelenamento, una malattia, oppure diventano vecchi e se ne vanno, talvolta senza preavviso. Li conosciamo a fondo, ci affezioniamo a loro e quindi alla fine soffriamo anche noi per la loro perdita.

Quando un animale si avvia verso la fine della sua esistenza per malattia o per semplice invecchiamento, il legame che lo unisce all’uomo diventa inevitabilmente più intenso. Poter permettere al nostro amico una morte naturale è un grande dono che gli offriamo e, secondo me, da preferire all’eutanasia. Non si può generalizzare,ma se lui è tranquillo e non manifesta grandi segni di sofferenza, il mio consiglio è quello di accompagnarlo empaticamente.

Serve certamente molto coraggio e forza d’animo, ma quei pochi giorni o poche ore che dedicheremo a lui lo ripagheranno di tutto l’affetto che ci ha dimostrato nella sua pur breve vita. Compagno dei giochi d’infanzia, di gioie e dolori, di segreti condivisi, prima di andarsene aspetterà che tutta la famiglia sia riunita, perfino che torni il figlio da scuola o i genitori dal lavoro. Si sposta così l’attenzione dalla quantità alla qualità della vita, permettendogli di andarsene là dove è vissuto, tra le sue cose, gli odori e i rumori familiari. Questo richiede alla famiglia di adeguare la propria quotidianità, il tempo, le abitudini alla nuova situazione, implicando rinunce e sacrifici.
Per l’animale, morire è un atto naturale come correre o mangiare: lui vive perfettamente nel “qui e ora”, uscirà facilmente dalla vita non dovendo affrontare l’attaccamento alle cose materiali, come capita agli umani.

Il ruolo del veterinario è quello di evitare al massimo la sofferenza fisica con l’aiuto di terapie palliative a base di farmaci, rimedi omeopatici, fiori di Bach. Talvolta sarà necessaria l’eutanasia, meglio comunque che si svolga in un contesto domestico o almeno il più possibile tranquillo e protetto. In questo mondo, dove la morte è sempre più tabù e viene tenuta nascosta e lontana dalla nostra quotidianità, avere la possibilità di accompagnare un amico peloso durante i suoi ultimi giorni di vita, è un’esperienza che ci arricchirà e resterà per sempre nel cuore. L’ultimo consiglio, è leggere i libri scritti dal collega e amico Stefano Cattinelli che parlano proprio dell’accompagnamento empatico.