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Amici Animali

Fido non ama essere punto!

Gli ospiti indesiderati del cane non solo provocano fastidiose punture, ma possono anche veicolare agenti infettivi.

Per esempio il flebotomo, comunemente chiamato pappataci, un piccolo insetto di 2-3 millimetri, simile a un moscerino, può trasmettere la leishmaniosi, una grave malattia che colpisce piccoli mammiferi e persino l’uomo. La trasmissione avviene tramite la puntura di un insetto che si è infettato succhiando il sangue di un cane malato, ma anche dalla madre ai cuccioli. I sintomi principali sono dimagramento, debolezza, mantello opaco e con forfora, dermatite, perdita di pelo generalizzata o limitata alla testa, ingrossamento dei linfonodi, problemi renali, che possono condurre alla morte. La terapia è complessa e non sempre risolutiva ed è da valutare assieme al proprio veterinario di fiducia.

La zanzara può veicolare la filariosi cardiopolmonare, malattia causata da lunghi vermi che s’insediano nel cuore e nei vasi polmonari, causando problemi circolatori seri, fino alla morte.
La prevenzione viene fatta con l’uso di sostanze repellenti per le zanzare e con prodotti larvicidi per bocca, iniezione o spot on. Le femmine delle zanzare e pappataci pungono principalmente nelle ore serali e nei mesi estivi. La loro diffusione si è recentemente estesa in gran parte del nostro Paese. I cani maggiormente a rischio sono quelli di grandi dimensioni a pelo corto e che vivono all’esterno anche durante la notte.

La pulce è un insetto di pochi millimetri in grado di spiccare lunghi salti grazie alle possenti zampe posteriori. Si nutre del sangue di cani, gatti e altri piccoli mammiferi; sopravvive anche in inverno, il che può portare a una massiva infestazione dell’ambiente in cui l’animale vive. La puntura di pulce è estremamente pruriginosa, può causare la dermatite allergica e trasmettere agenti batterici o parassitari che causano malattie.

La zecca è un parassita che si nutre di grandi quantità di sangue. La sua grandezza dipende dalla specie e dalla quantità di sangue ingerito, andando da pochi mm fino a oltre 1 cm. Sopravvive in ambienti ostili e senza cibo fino a un anno e mezzo. Può causare reazione locale nel punto in cui penetra la cute dell’ospite, ma la sua pericolosità è legata alla possibilità di trasmettere malattie (come ehrlichiosi o piroplasmosi) che possono colpire anche l’uomo.
La prevenzione è d’obbligo, sapendo che, oltre ai prodotti antiparassitari di origine chimica, si trovano in commercio ottimi presidi a base di olio di neem e vari oli essenziali.