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Benessere in cucina

CUCINA E SALUTE: Salvia, l’erba della longevità

La cucina italiana non sarebbe la stessa, senza la salvia: che pianta deliziosa! Un altro esempio perfetto di bontà culinaria.

Prima ancora di diventare una delle più importanti erbe aromatiche della cucina, la salvia (dal latino salvere, che significa “salvare”) ha goduto nel passato una notevole fama come pianta curativa. Nell’antichità, i Celti ritenevano che avesse la capacità di guarire tutte le malattie.
Anche i Romani la consideravano una pianta sacra, tanto che esisteva un vero e proprio rito per la raccolta, che spettava a pochi eletti.
I Cinesi ritenevano che la salvia fosse in grado di donare la longevità: nel XVII secolo, un cesto di foglie di salvia era scambiato dai mercanti con ben tre cesti di tè. La medicina tradizionale cinese la utilizza ancora oggi ritenendola efficace per curare l’insonnia, la depressione, le infiammazioni dell’intestino, le malattie mentali, i disturbi mestruali. Anche nel Vecchio continente gli erboristi la suggeriscono tradizionalmente per alleviare i disturbi della menopausa come le vampate di calore.

Una compagna in cucina ma non solo
È facile da coltivare in vaso, e chi può permettersi un giardino, deve assolutamente individuare un angolo riparato e soleggiato dove metterne a dimora una bella pianta. Le foglie sono oggi un ingrediente immancabile non solo della cucina mediterranea, ma di tutte quelle europee.
Un aroma perfetto per stuzzicare l’appetito, inconfondibile, unito a un sapore speziato e leggermente amaro, che si accosta a molti piatti: minestre, zuppe, carni, legumi, derivati proteici come tofu, tempeh e seitan, funghi, noci, burro e olio extravergine.
I fiori di salvia freschi sono deliziosi per decorare i piatti e si aggiungono anche alle insalate. È una delle nove erbe della miscela francese di erbe di Provenza.
Un antipasto delizioso è la salvia in pastella e fritta, specie se riuscite a procuravi la varietà a foglia grande, più dolce e carnosa: in ogni caso, fritte, le foglie diventano croccanti e perdono il retrogusto amaro.
Le foglie secche messe nella biancheria agiscono come insettifugo e, se bruciate, purificano l’ambiente eliminando odori sgradevoli.

La ricetta: Julienne di tempeh e zucchine in carpione
Ingredienti:
300 g zucchine tagliate a bastoncini
200 g tempeh tagliato a bastoncini
1 cipolla di tropea tagliata a semicerchi
q.b. di farina tipo 2 e/o fioretto di mais per infarinare
1 bicchiere di vino bianco
1 bicchiere di acqua
1/3 bicchiere di aceto di vino bianco
1 rametto di foglie di salvia
2 foglie di alloro
q.b. olio extravergine per friggere
q.b. sale marino integrale
Preparazione
Lavate e mondate le zucchine e asciugatele bene. Tagliate zucchine e tempeh a bastoncini, infarinateli e friggeteli, pochi alla volta, in abbondante olio extravergine. Asciugateli subito con della carta da cucina.
Preparate la salamoia mescolando a parte in una caraffa l’acqua, il vino bianco, l’aceto di vino e il sale marino.
In una padella, saltate delicatamente la cipolla affettata con poco olio extravergine di oliva. Unite alle cipolle l’alloro, la salvia, poco pepe in grani e versate la salamoia, coprite e fate cuocere 20 minuti dal bollore. Versate il carpione così ottenuto sulle zucchine e il tempeh fritti e fate raffreddare.
Coprite e conservate in frigorifero alcune ore prima di consumarlo.
E’ un piatto delizioso, soprattutto se preparato in anticipo.