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Bio per noi significa ''bio etico'': prendersi cura della Terra, ma anche di tutti gli esseri viventi che la abitano. Nessuno escluso. Scopri i temi chiave di NaturaSì.

Bio etico

Per NaturaSì, bio significa prendersi cura della Terra, ma anche di tutti gli esseri viventi che la abitano. Nessuno escluso. Significa dunque prendersi cura anche delle persone, del loro equilibrio e della loro salute fisica e spirituale, mettendo a disposizione conoscenze che nutrono lo spirito e alimenti che sono fonte di vita ed energia. L’essere della Terra e l’essere umano sono intimamente congiunti, si appartengono reciprocamente, ma da qualche decennio a questa parte si sta assistendo a un’inversione di ruoli. Che il Pianeta stia soffrendo, e le sue risorse siano minacciate, è un dato ormai inconfutabile: l’uomo da predatore della natura può e deve trasformarsi nel suo tutore. La Terra ha sempre sostenuto l’umanità con infinita, naturale, generosità, ma ora questo ruolo sembra spettare all’uomo che con la sua intelligenza, la sua coscienza, i suoi saperi, la sua tecnica e la sua arte si trova a dover sostenere la Terra. L’agricoltura biologica, e in particolare quella biodinamica, nella loro essenza, significano proprio questo: prendersi cura della Terra e degli esseri viventi. 

 

Rispetto per l’individuo

La tutela della Terra è l’obiettivo primario dei nostri sforzi e delle nostre cure, ma non può prescindere dal rispetto dell’essere umano, in tutte le sue manifestazioni e nella sua più profonda essenza. Nulla c’è di più sacro di ogni essere umano, con la sua individualità, il suo destino, i suoi bisogni materiali e spirituali.  Chiunque faccia parte del nostro ecosistema e ne condivida i valori deve sentirsi parte della grande comunità di EcorNaturaSì. Il collaboratore  deve essere messo in grado di sviluppare al meglio i propri talenti, di provvedere alle sue necessità e a quelle dei suoi congiunti; deve poter vivere una vera esperienza di comunità con tutte le persone coinvolte in azienda. Il cliente deve essere rispettato nei suoi bisogni e ideali; gli è dovuta e gli va mostrata gratitudine con l’impegno di accompagnarlo nelle aspettative che ha verso di noi; ci deve essere sempre maggiore coerenza tra il nostro dire e il nostro fare.  Gli agricoltori e i trasformatori devono essere posti nelle migliori condizioni per generare un cibo di altissima qualità vitale e, nello stesso tempo, per prendersi cura della Terra che non è di nessuno ma appartiene a tutti. 

 

Alleanza di valori

Fare economia in maniera non solo etica, ma anche efficace, significa creare un sistema organico vivente, che non produca valore per uno a scapito degli altri. In un organismo sano, esiste una ripartizione delle funzioni tra gli organi e le cellule: ogni cellula sarà alimentata per svolgere al meglio il proprio compito. E il compito di ogni cellula e di ogni organo è estremamente specializzato, eseguito, però, nella coscienza del tutto e al servizio del tutto. Lo stesso avviene in economia. L’organismo economico non vive di leggi di natura, ma dell’azione libera e cosciente di ogni essere umano e di ogni impresa che viene coinvolta. Come un ecosistema naturale ha una sua coscienza superiore che lo regola con estrema saggezza, così un organismo economico deve essere regolato da una coscienza di valori comuni tra gli uomini. Al servizio di questa coscienza comune si pongono le singole aziende e i singoli individui, cercando di dare il miglior servizio possibile a tutto il sistema. La vera legge dell’economia umana è cura della salute economica propria e altrui per avere sempre più equilibrio e meno disuguaglianza sulla Terra. 

 

Trasparenza

Se vogliamo creare vere comunità economiche tra produttori, distributori e consumatori, l’unico modo, da una parte, è avere una economia sana e, dall’altra, educare noi stessi all’altruismo pratico. La base di ogni comunità è la fiducia reciproca. Ognuno deve avere fiducia che l’altro agisca al servizio del bene comune. Tuttavia, affinché tra uomini coscienti ed organizzazioni economiche nasca questa fiducia, essa non può essere cieca. La trasparenza diventa la base della fiducia e la fiducia cosciente è l’elemento essenziale affinché si crei una comunità economica moderna. Trasparenza nella formazione dei prezzi, trasparenza nelle retribuzioni, trasparenza nei costi, trasparenza nei bilanci. La trasparenza presuppone il fatto che l’uomo non operi e ragioni solo in termini egoistici, ma che in ognuno di noi esista una tale obiettività da crearsi un giudizio scevro da egoismi. In questo modo una economia che si fondi sulla trasparenza, sulla fiducia, sul senso di comunità diventa non solo efficiente, ma, allo stesso tempo, una palestra di vita per l’educazione e l’autoeducazione di ogni essere umano al servizio della Terra, degli altri e quindi anche di se stesso. 

 

Prezzo più giusto

Determinare un giusto prezzo è elemento fondamentale di un’economia sostenibile. Il prezzo basso di una merce penalizza il produttore a favore del consumatore; il prezzo alto al contrario penalizza il consumatore a favore del produttore. Il prezzo (più) giusto è quello che remunera e rispetta tutti i membri dell’ecosistema, dal produttore, agricoltore o trasformatore, al distributore, al consumatore finale affinché il sistema sia sano e rimanga sostenibile nel tempo e nello spazio. Non può venire fissato una volta per tutte o in maniera astratta: il prezzo del grano deve tenere conto dell’andamento stagionale, della produttività, della difficoltà di averlo prodotto in un’area invece che in un’altra, delle condizioni economiche della singola azienda, dei costi di trasformazione e delle possibilità di accesso da parte dei consumatori. Le condizioni economiche dei singoli attori, nonché l’impronta che lasciamo a livello ambientale e sociale, debbono essere trasparenti. Solo così può nascere un senso della comunità che è insito in ogni uomo e che può permettere all’uomo stesso di superare il suo egoismo. 

 

Sobrietà

La Terra ha risorse limitate per definizione. A maggior ragione per una popolazione che continua ad aumentare: nel secolo scorso il Pianeta è passato da un miliardo e mezzo di abitanti a sei miliardi e novecento milioni e i demografi prevedono di arrivare a dieci miliardi entro il 2050. I livelli di consumo del mondo occidentale non possono essere estesi a tutti gli abitanti del pianeta, pena il collasso immediato dell’ecosistema. I cosiddetti popoli emergenti vogliono, anche giustamente, arrivare ai livelli di comfort promessi dalla società basata sui consumi. Ciò significa che la via della morigeratezza e della sobrietà è l’unica via possibile per chi fino ad ora ha potuto godere del soddisfacimento dei propri bisogni, attraverso un abuso dei consumi. La sobrietà diventa la via maestra, per l’evoluzione dell’individuo e per la sopravvivenza del pianeta e della specie umana che vive su di esso. Oggi noi tutti, e noi occidentali in particolare, viviamo a spese del pianeta e di altri esseri umani che soffrono di malnutrizione e mancanza dei beni essenziali. Questo non è possibile né sul piano materiale né su quello morale: il cambiamento può solo partire da ognuno di noi.