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I prodotti a base di pomodoro del progetto dalla nostra Filiera hanno nel “rosso” il loro ingrediente principale: è il pomodoro maturato al sole delle fertili terre coltivate con il metodo biodinamico delle aziende agricole San Michele e Fattoria Di Vaira, che fanno parte anche del progetto “Le Terre di Ecor”.


La lavorazione dei pomodori

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La nostra Filiera della fiducia


Il rapporto con i nostri agricoltori va oltre alla semplice definizione di Filiera documentale: è partecipare alla creazione di un nuovo concetto di economia e di comunità, in cui ogni singolo attore, agricoltore, negoziante e cliente, si senta responsabilmente attivo e connesso con gli altri per il benessere dell’Uomo e della Terra.

Il lavoro degli agronomi

L’azienda agricola è selezionata tramite un’accurata verifica del rispetto del Regolamento sull’agricoltura biologica e gli agricoltori sono costantemente affiancati dalla nostra squadra di agronomi.

Grazie a questa collaborazione riusciamo a:

  • dare un continuo supporto tecnico all’agricoltore
  • sostenerlo nelle situazioni di difficoltà
  • monitorare la correttezza delle tecniche agronomiche e il rispetto del Regolamento stesso attraverso controlli agronomici e analitici
  • garantire ai nostri consumatori un prodotto di qualità durante tutto il processo di sviluppo del cereale in campo,
  • creare un sentimento di fiducia reciproca e di trasparente condivisione del proprio lavoro
  • far partecipare anche l’agricoltore a un progetto di nuova economia, che coinvolge sia il consumatore che il negoziante bio in un rapporto di fratellanza.


Per la fertilità della Terra

Un’annuale pianificazione delle semine permette all’agricoltore, affiancato dai nostri tecnici, di mettere in atto una sana rotazione delle colture nei suoi appezzamenti. 

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L’azienda Agricola San Michele

Nel nuovo organismo agricolo, ubicato a Cortellazzo, in provincia di Jesolo (VE), l’Az. Agr. Biodinamica San Michele ha coltivato e raccolto il suo pomodoro per i prodotti a marchio Ecor che fanno parte del progetto “Dalla nostra Filiera”.
Il suolo, di origine alluvionale o lacustre, sottratto all’acqua con le grandi opere di bonifica realizzate tra il 1920 e 1930, a granulometria fine prevalente, è particolarmente vocato alla coltivazione del pomodoro.

La coltivazione
Il metodo agricolo adottato è quello biodinamico in cui Uomo, animali e ambiente vivono in una visione di complementarietà ed equilibrio di forze. Attraverso l’uso dei preparati biodinamici, la rotazione delle colture e i sovesci si restituisce vitalità al terreno. Un terreno vivo è espressione della sua fertilità, in connessione con le piante che ospita, con gli animali e l’uomo il cui lavoro, per alcune operazioni, è insostituibile.
Il pomodoro può essere attaccato da malattie fungine come la peronospora e alternaria, per questo ricorriamo a funghi antagonisti naturali che competono con quelli dannosi, mentre nel caso dei parassiti come la tuta absoluta (quell’animaletto che buca i pomodori) ricorriamo all’utilizzo di batteri (come il Bacillus Thurigensis). Per la concimazione del terreno usiamo nella giusta proporzione compost derivante dalla nostra stalla e dalla lignina. A questo, poi, aggiungiamo l’utilizzo di preparati biodinamici quali Fladen, cornoletame e cornosilice che danno vitalità alla terra e alle piante: tramite questi preparati crescono piante più forti e sane. Inoltre, abbiamo scelto di non ricorrere all’utilizzo di rameici. Il risultato è un pomodoro naturalmente privo di residui, di aflatossine e spore fungine dannose. 

La raccolta
La raccolta è il risultato di pratiche che coinvolgono l’intero processo colturale in un lavoro corale: dalla preparazione del letto di semina, alla scelta delle varietà più adatte in concerto con gli agronomi di EcorNaturaSì, dal controllo delle malattie e alla cura di esse, così come l’irrigazione e la gestione degli insetti utili e dannosi. Tutto il nostro organismo agricolo è coinvolto in questo sforzo per ottenere il massimo nel rispetto dell’Uomo e della Terra.   
 

Az. Agr. Fattoria Di Vaira

Nelle colline di Petacciato in provincia di Campobasso, a pochi chilometri dal mare, il terreno collinare e argilloso non permette rese molto alte per ettaro: nell’agricoltura convenzionale si ricorre ai concimi chimici e nel biologico a pellettati, ma alla Fattoria Di Vaira si è scelto di lavorare nell’ottica dell’organismo aziendale e quindi su rotazioni ampie e varie e sul processo dell’humus. 
Oltre alla particolare attenzione alla fertilità del terreno attraverso le lavorazioni biodinamiche, qui sono particolarmente preziose le risorse umane e la manodopera: è infatti necessario il lavoro dell’uomo per alcune operazioni supplementari, tipiche dell’agricoltura biodinamica.
Le lavorazioni, la rotazione, gli animali e i preparati sono l’espressione dell’individualità agricola aziendale. Il pomodoro si inserisce in un’ottica di rotazione che vede quindi foraggere, seminativi e sovesci. L’azienda non è a indirizzo strettamente orticolo ma trova il suo orientamento nella biodiversità, una delle sue principali qualità. Alla Di Vaira il pomodoro non viene nuovamente coltivato nello stesso campo prima dei 5 anni.

La coltivazione
La coltura del pomodoro è anticipata da un sovescio che vede diverse essenze nel miscuglio. Circa un mese prima del trapianto il sovescio viene trinciato e il suo seminterramento viene accompagnato da del buon compost aziendale, ormai maturo perché ha attraversato tutti i mesi invernali (compost ottenuto da paglia e letame aziendale). Qui la distribuzione del Preparato 500 è importantissima. Dalla preparazione del letto di trapianto si passa poi al trapianto. Le piantine hanno qui il bagno nel 500 (cornoletame), poi vengono messe a dimora;  in campo seguono successivamente altri trattamenti biodinamici (in campo si deve, infatti, passare per almeno due volte il cornoletame e per almeno due il cornosilice o preparato 501).
Quest’ultimo è a base di quarzo macinato e agisce sulla fotosintesi per stimolare nelle piante una crescita equilibrata e  favorire una maturazione armoniosa dei frutti.
I trapianti delle piantine sono effettuati in primavera, mentre i pomodori maturi vengono raccolti in parte a macchina e in parte manualmente, dalla fine di luglio ad agosto, seguendo l’andamento della stagione.
Anche la difesa dagli insetti, dalle malattie e dalle muffe avviene secondo il metodo biodinamico, ma è molto limitata: l’agrosistema, rispettato come avviene qui a Petacciato, svolge già di per sé un controllo e una prevenzione efficace di questi problemi. “Ma ogni anno è sempre una stagione a sé: puoi aver fatto tutto il lavoro per bene, ma poi capita un acquazzone che pregiudica il raccolto” dice Paola Santi che dirige l’azienda agricola “Ricordiamoci anche che i prodotti ottenuti con un metodo rispettoso dell’ambiente non sono sempre uguali nel tempo, di anno in anno il sapore può cambiare, anche se non cambia lo sforzo dell’agricoltore che li ha curati, sempre con un occhio di riguardo alla salute del consumatore”.

La raccolta
D’estate, poi, quando il pomodoro è maturo, è il momento della raccolta: si avvisa il trasformatore e alla mattina inizia la raccolta e il carico del prodotto. Non appena gli 88 bins di un camion sono pieni si parte per arrivare alla trasformazione, per realizzare buoni sughi e pelati dalla nostra Filiera Ecor 

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