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Home /  Il biologico secondo noi /  "Il nostro impegno oltre il biologico certificato"

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266 aziende agricole biologiche e biodinamiche per un totale di 6.000 ettari di filiera italiana, seguite e controllate da noi.

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Lettera aperta del Presidente Fabio Brescacin


Conegliano, 15 ottobre 2016
 

Carissimi Tutti,
naturalmente abbiamo ricevuto molte mail, telefonate e commenti dopo la puntata di Report.
Da dove cominciare?
Cominciamo dagli inizi.
 
Noi abbiamo iniziato più di 30 anni fa con il biologico ed il biodinamico e il nostro scopo non era fare denaro, o diventare dei grandi commercianti, ma promuovere e sostenere gli agricoltori che allora iniziavano a coltivare in modo sano, e dare un prodotto sano, prima a noi stessi, e poi a quelle persone, poche allora, che sentivano che la Terra si stava avvelenando, così come i prodotti che arrivavano sulla loro tavola.
 
Siamo partiti subito, a fianco della commercializzazione, allora fatta in forma cooperativa, con una cooperativa agricola biodinamica a Conegliano Veneto, per produrre con il metodo biodinamico, perché era ed è la sana e vera agricoltura il nostro scopo principale.
 
L’impulso iniziale, che era prettamente ideale è rimasto tale anche dopo trent’anni, infatti per salvaguardarlo anche oltre noi stessi, abbiamo messo tutte le azioni dei fondatori in una Fondazione No Profit, che ha come scopo la salvaguardia della missione dell’azienda ed il sostegno all’agricoltura biodinamica ed all’educazione dei giovani.
 
Questo per esprimere che il cuore pulsante della nostra azienda non ha un fine speculativo e non è nato sull’onda di un interesse commerciale, ma la sua forza e la sua missione rimane la stessa anche dopo molti anni di duro lavoro, anzi in momenti delicati come questi, gli ideali rappresentano sempre di più il nostro motivo di azione e la nostra direzione da seguire.
 
Quindi al biologico vero noi abbiamo dedicato e continuiamo a dedicare tutta la nostra vita, senza interessi personali, se non quelli di fare bene il nostro lavoro e rispondere adeguatamente alla nostra missione.
 
Alcuni ci hanno insultato pesantemente in questi giorni, accettiamo la flagellazione, ma vi preghiamo di venire a conoscerci e di approfondire quello che facciamo, anche se siamo coscienti che molta strada deve ancora essere fatta e noi siamo i primi a sentire comunque la nostra imperfezione e a voler sempre migliorare.
Questo sulla nostra buona fede. Poi ognuno è libero di giudicare e prendere liberamente le sue decisioni.
 
Sul servizio di Report.
Bernardo Iovene, il giornalista, è stato da noi e lo abbiamo portato a visitare alcune nostre aziende, se avesse avuto più tempo avremmo voluto che ne visitasse altre e visitasse la nostra scuola superiore di agricoltura biologica (con i giovani non si bara!) ed il nostro laboratorio sulla qualità degli alimenti, ma non è stato possibile.
 
Credo, ma chiediamolo a lui, che abbia visto come lavoriamo e ne abbia avuto un’impressione positiva, ma non lo ha evidenziato perché il suo scopo, da lui dichiarato, era di mettere in evidenza le debolezze e le truffe e lasciare per altre occasioni il lato positivo del bio e del biodinamico (è in programma una trasmissione sui danni da pesticidi nel mese di novembre ove si evidenzieranno i valori del bio).
 
NaturaSì nella trasmissione del 10 ottobre è stata citata come socia del Consorzio il Biologico, perché lo è da molti anni, pur non avendo mai avuto alcuna influenza sulla sua gestione, (allora per essere certificati si diventava soci), ma già da molti anni EcorNaturaSì non è certificata dal Consorzio il Biologico (organismo di certificazione CCPB) ma da un ente assolutamente da noi indipendente che è Q Certificazioni srl e la signora Gabanelli lo dirà correttamente in trasmissione il prossimo lunedì.
Noi che siamo nel settore da anni conosciamo il rischio truffe e per questo abbiamo intrapreso una nostra strada di qualità e di controllo.
 
Abbiamo, in proporzione al fatturato, uno dei più competenti e consistenti uffici qualità d’Europa, il quale si occupa dei controlli della merce in entrata e dei controlli alle aziende, ma soprattutto, abbiamo un servizio di agronomi in campagna che segue gli agricoltori dall’inizio alla fine, supportandoli per la soluzione degli infiniti problemi quotidiani in agricoltura biologica.
 
A volte le frodi del bio sono dovute a malafede, come quelle evidenziate da Report, a volte sono dovute a mancanza di preparazione tecnica degli agricoltori, per questo non solo li controlliamo, ma li supportiamo ed affianchiamo per arrivare ad un prodotto che sia sano per il consumatore, e che possa giustamente sostenere anche economicamente il produttore.
Su questo tema siamo molto attenti e cerchiamo di pagare prezzi adeguati agli agricoltori, perché solo in questo modo possono fare bene il loro lavoro e garantire un prodotto di qualità.
 
Il bio non può essere pagato né costare come il convenzionale, i bassi prezzi dei prodotti alimentari hanno distrutto l’agricoltura ed hanno costretto gli agricoltori ad usare enormi quantità di prodotti chimici per aumentare le produzione e ridurre l’impiego di persone in campagna, per questo stiamo facendo di tutto per riconoscere agli agricoltori un giusto prezzo.
 
Se qualcuno non si fida delle nostre parole, contatti uno qualsiasi dei nostri produttori Terre di Ecor e si faccia un suo giudizio personale (sono presenti sul sito ecor.it).
 
Sulla qualità stiamo mettendo tutte le nostre energie, primo perché rispondiamo alla nostra coscienza e alla nostra missione e poi perché vogliamo rispondere adeguatamente alla fiducia dei nostri consumatori che pagano per avere un prodotto di qualità.
Qualche falla può capitare anche a noi, ma credeteci, siamo attentissimi.
Per esempio non abbiamo mai acquistato dalle realtà che hanno avuto un ruolo di responsabilità nelle frodi citate da Report, avendo per i nostri prodotti a marchio delle filiere dedicate.
 
Sui prodotti importati dobbiamo per amor di verità e di trasparenza, fare delle precisazioni.
Non importiamo direttamente prodotti romeni, né moldavi, né ucraini o da altri paesi dell’est Europa, ma ora stiamo sostenendo una piccola azienda in Romania (fondata da un agricoltore romeno che ha lavorato molti anni in Italia in una azienda biodinamica, le Cascine Orsine di Bereguardo (PV) ed a fine mese andremo a visitare alcuni produttori seri in Ucraina, proprio perché dobbiamo e vogliamo aiutare e sostenere l’agricoltura sana anche in altri paesi per creare degli esempi virtuosi che dimostrino che il lavoro si può fare bene e rompano un sistema, che si è creato, come Report ha evidenziato.
Con lo stesso obiettivo, di portare un esempio virtuoso ed avere un prodotto di sicura provenienza e qualità, 10 anni or sono abbiamo promosso e sostenuto la Fattoria Di Vaira nel Molise, a confine con la Puglia, che vi invitiamo a visitare, sono 600 ettari biodinamici, coltivati con rigore, qualità ed attenzione.
 
Molte nostre aziende storiche e virtuose sono nate con l’aiuto di tecnici e commercianti svizzeri e tedeschi, ed anche oggi andiamo spesso in questi paesi per trarre ispirazione, competenze tecniche e stimoli al miglioramento; ora reputiamo doveroso anche noi aiutare aziende in paesi meno sviluppati, a fare un buon lavoro ed a sviluppare una cultura del bio in loco ed anche un mercato locale, ma che in una fase iniziale necessitano di essere aiutate anche commercialmente.
 
Quindi non reputiamo scandaloso importare prodotti da altri paesi se si tratta di aziende serie, dando sempre comunque la preferenza alla produzione locale italiana, e aiutandole contemporaneamente a crearsi un proprio mercato locale.
 
Con questo spirito siamo costantemente in sud America per la banana o per lo zucchero o la quinoa, siamo stati recentemente in Palestina per i datteri, siamo stati in India per il basmati ed anche in Cina ove c’é un enorme bisogno di coltivare e mangiare bio, per semi di zucca, grano saraceno, semi di girasole, soia verde e rossa, che comunque sempre di più cerchiamo di produrre in Italia.
 
Non ci accontentiamo mai della sola certificazione bio, e vogliamo andare oltre per avere la massima garanzia e per avere un bio di alta qualità, perché come il convenzionale non è tutto uguale anche il bio può essere e deve sempre essere continuamente migliorato.
Non per autoelogiarci, ma perché è la verità, da anni siamo attivi con il lavoro sulle sementi, che è un tema importantissimo.
 
Oltre ad organizzare da 6 anni Seminare Il Futuro in molte aziende (sarà domenica 16 ottobre in tutta Italia) per sensibilizzare anche i nostri consumatori su questo tema e far visitare le nostre aziende, stiamo lavorando con l’azienda svizzera Sativa, il selezionatore Peter Kunz ed alcuni istituti di ricerca italiani, per creare e selezionare sementi biologiche non ibride di alta qualità nutrizionale, su ortaggi e cereali ed ora stiamo facendo una Fondazione senza scopo di lucro per evitare fenomeni di brevetti e proprietà private sul seme.
 
Ci siamo dedicati a seguire le nostre aziende, i nostri prodotti e i nostri produttori.

Continueremo con impegno per sostenere e correggere gli errori che sono emersi nel tempo nel sistema del biologico. Coglieremo questa occasione per essere sempre più presenti per una correzione di tutto il sistema del bio, e per questo abbiamo sollecitato sia Federbio che il Ministero alla creazione di un tavolo di lavoro, per correggere e sostenere questo settore e la sua credibilità.
Ci sono moltissime persone serie e fortemente motivate in tutto il mondo che da anni lavorano con dedizione per una sana agricoltura, anche se questo non è emerso nel servizio di Report, e queste vanno sostenute perché il biologico ed il biodinamico sono l’unica strada per il futuro, della Terra, del cibo e di tutta la società umana.
 
Sicuramente non sarò stato esaustivo, ma questo di cuore mi sono sentito di esprimere come risposta a tutti coloro che si sono posti e ci hanno posto delle domande dopo la trasmissione di Report.
Dovremo lavorare ancora più intensamente all’interno del movimento bio, ma anche all’interno della nostra azienda per migliorare comunque tutto il migliorabile, per essere sempre più trasparenti, per comunicare quello che facciamo e ricevere dai nostri consumatori, che sono il nostro bene più prezioso, insieme ai nostri agricoltori, gli stimoli ed i pungoli per fare sempre meglio, ed è questo che vogliamo per interessi morali e sociali, prima ancora che economici.

A nome mio personale e dell’azienda che rappresento

Fabio Brescacin
Presidente di EcorNaturaSì

P.s
Pubblichiamo questa mia lettera sui nostri canali web e la inviamo a tutti coloro che ci hanno scritto.
Se non vi sembra esaustiva scriveteci o contattateci, cercheremo di essere maggiormente precisi se richiesto e cercheremo di rispondere personalmente.
Intanto non vi chiediamo di avere fiducia in noi, ma in tutte le persone che fanno il bio con grande dedizione e sacrificio, di cui noi ci sentiamo parte. Il bio, nella sua natura, è sicuramente un passo enorme verso la qualità del prodotto, dell’agricoltura ed anche di una sana economia e le falle siamo i primi a volerle sanare.

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