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Home /  Il biologico secondo noi /  Le nostre banane Sudamericane

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A seguito delle comunicazioni dei giorni scorsi riguardo alla fragilità e alle incongruenze di diverse filiere di banane anche provviste di “fior di certificazioni” sia sociali che ambientali come ad esempio la puntata di Rai 3 "Indovina chi viene a cena" del 24/04/2017 o il pezzo “Chi paga il conto per le banane equosolidali?” pubblicato sull’Internazionale da Stefano Liberti, ci preme sottolineare quanto le nostre filiere sudamericane di banane e non solo (zenzero, curcuma, pere, mele, zucchero, ecc.), garantiscono prerogative ben diverse da quelle illustrate in questi ed altri report giornalistici.

Le nostre aziende fornitrici sono vagliate non solo da enti di certificazione terzi, ma anche con frequenze regolari, dai nostri buyers, dagli esperti della qualità e dagli agronomi dello staff del Settore Agricolo di EcorNaturaSì.

Tutte queste figure di EcorNaturaSi visitano i fornitori, in Italia come all'estero, sempre con la massima attenzione per garantire il rispetto dei disciplinari biologici e degli aspetti etici e sociali. Ogni volta che visitiamo questi progetti lontani, torniamo rinfrancati nel vedere come l’agricoltura biologica/biodinamica e il sociale possano non solo convivere ma dare un significato sia al produttore che a noi negozianti e consumatori.

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E’ giusto chiedere agli agricoltori di darci un cibo sano e vitale e di prendersi cura in modo adeguato di quei fazzoletti di terra che gli sono stati affidati e che appartengono, di fatto, a tutta l’umanità. In cambio, però, noi dobbiamo essere pronti a sostenerli facendo fluire la giusta remunerazione e cioè quella che garantisce la sostenibilità e la continuazione dell’attività di tutti.

Per fornire dei dati trasparenti, il prezzo in origine a cartone (18 kili) delle banane bio Fairtrade peruviane è di 13,60 dollari (USD) e quello della filiera bio colombiana di 11,90 dollari (USD) il cartone.

I prezzi segnalati dalla testata Internazionale per le banane provenienti dalla Repubblica Dominicana sono di 7,5 dollari (USD) per il convenzionale e di 9,6 dollari (USD) per le banane biologiche ed equosolidali.

Un ulteriore merito alle nostre filiere è che anche in questi ultimi periodi, costellati da emergenze climatiche e carenza di prodotto, i nostri progetti di banane che continuativamente e da anni supportiamo con i nostri acquisti settimanali, hanno risposto egregiamente garantendoci tutti i volumi da noi richiesti. Questo è il risultato di un rapporto trasparente e reciprocamente onesto e sincero costruito in questi anni di comune lavoro.

Nel vedere situazioni in cui coltivazioni tropicali così fragili, sia dal punto di vista ambientale che sociale, devono convivere con la promiscuità del convenzionale che non tutela i parametri minimi di sostenibilità dei lavoratori, ci fa sentire fortunati. 

Siamo consci, infatti, che conoscere direttamente i produttori tramite visite, incontri e condivisione dei progetti sociali delle comunità in cui vivono, sia più importante di una numerosa, seppur necessaria, serie di certificazioni. 

Vi invitiamo, quindi, non solo a voler essere sempre più informati e giustamente attenti rispetto a quanto ci propongono i mass media, ma a prendere tutto ciò con discernimento nella certezza che i nostri progetti, benché distanti, contengono i principi che vorremmo che, trasversalmente, ogni produttore “contadino del mondo” coltivi.

Questi valori sono alla base della nostra Missione, in quanto convinti sostenitori di una sana agricoltura che guardi al futuro. Tutto questo sarà possibile non solo se ci saranno bravi agricoltori coscienti, ma se essi saranno sostenuti da un commercio più lungimirante ed equo e da consumatori consapevoli.

Fabio Brescacin
Presidente EcorNaturaSì

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Carissimi Clienti,
questa fine dell’anno è stata segnata da un evento purtroppo significativo: la Commissione Europea ha concesso l’autorizzazione all’uso del glifosate in agricoltura per altri 5 anni: si tratta di un diserbante di cui è riconosciuta la dannosità per l’ambiente e per l’uomo e di cui si discute la “probabile cancerogenicità”.

Su questo tema vogliamo segnalarvi alcune iniziative di informazione e comunicazione che ci paiono significative. La prima è un servizio della trasmissione Le Iene sugli effetti del glifosate su un bimbo francese , che racconta anche degli effetti drammatici del diserbante in alcune zone rurali dell’Argentina.

L’altra è “I pesticidi dentro di noi”, un’iniziativa di comunicazione che ha rilevato la presenza dei pesticidi nelle urine di una famiglia romana, prima e dopo una dieta con prodotti bio, forniti anche da noi di NaturaSì (in particolare puntata n. 2 e puntata n. 6).

Ma ritorniamo alla Commissione Europea, che dovrebbe occuparsi in primis della salute dei suoi cittadini e invece risponde a logiche che sicuramente sono in contrasto con la sicurezza alimentare. Di fatto, quello che ha reso possibile questa decisione, è stato il voto del ministro tedesco dell’Agricoltura. La Germania è indubbiamente uno dei paesi con la più profonda coscienza ecologica e infatti il ministro dell’Ambiente era contrario. A prevalere è stato invece il parere del rappresentante degli agricoltori. Il ministro sembra abbia votato a favore del glifosate non tanto su pressione del colosso dell’agrochimica, della farmaceutica e delle sementi bio tech Bayer Monsanto, produttore del più famoso erbicida al mondo, ma sotto la spinta degli agricoltori convenzionali tedeschi.

Allora non al ministro, ma agli agricoltori va imputata la responsabilità di questa scelta e delle sue conseguenze sulla salute delle persone e del nostro pianeta? In realtà quegli agricoltori, come quelli di gran parte del pianeta, non sono né malvagi né ignoranti, sono semplicemente DISPERATI. Sono disperati perché il loro grano viene pagato meno di 20 centesimi al chilo e il loro latte meno di 30 centesimi al litro. In questa situazione economica non possono fare diversamente. Devono aggrapparsi a qualsiasi cosa per sopravvivere: sementi modificate, animali sfruttati, chimica esasperata, sostenuti da una ricerca scientifica che li ha accompagnati per decenni in questo percorso: produrre sempre di più a prezzi sempre più bassi.

Allora la causa non sono gli agricoltori, ma i commercianti che continuano e fare pressione al ribasso sui prezzi dei prodotti agricoli, avvalorati da una teoria economica che li sostiene concettualmente con i principi della libera concorrenza, che si potrebbero tradurre in “libera guerra”? La verità è che anche i commercianti sono attanagliati in una logica di sopravvivenza: il prezzo basso è la prima leva di vendita.

Allora responsabili non sono né la Commissione Europea, né gli agricoltori convenzionali, né i commercianti tradizionali, bensì coloro che acquistano i prodotti. Noi consumatori, noi risparmiatori muoviamo realmente l’economia, noi determiniamo cosa viene prodotto, quanto viene prodotto, come viene prodotto, a che prezzo viene prodotto.

Oggi per ognuno l’informazione è possibile, la trasparenza è possibile.

A noi tutti, produttori, commercianti, consumatori la responsabilità di informarsi, di essere reciprocamente trasparenti, di fare conseguentemente scelte economiche libere e consapevoli.

Auguri a tutti perché Natale è la festa della luce e la Luce in noi è coscienza e la coscienza è la premessa di individuale responsabilità anche nelle nostre, apparentemente insignificanti, scelte economiche quotidiane.

Noi di EcorNaturasi vi ringraziamo di cuore per il vostro contributo al nostro progetto, che non è solo quello di eliminare il glifosate e ogni altro pesticida che lo possa sostituire, ma quello di contribuire ad allargare le nostre coscienze verso una visione della vita che includa attenzione e cura per la nostra salute, quella degli altri uomini nostri fratelli e di tutti gli esseri di natura che sono sempre e comunque umilmente dediti al nostro servizio.

Fabio Brescacin
Presidente di EcorNaturaSì S.p.A.

 

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Un prezzo troppo basso è iniquo, così come un prezzo troppo alto.

Il prezzo basso rispecchia l’egoismo di chi acquista, il prezzo alto quello di chi vende. Una sana agricoltura che rispetti la natura, le persone che vi lavorano, che sia una sana prospettiva per i giovani, che si prenda cura del paesaggio, che rispetti gli animali, che curi la fertilità del terreno per le generazioni future è possibile solo se agli agricoltori viene riconosciuto un giusto prezzo.

Chi opera da intermediario, occupandosi del servizio e della logistica deve fare in modo che il giusto prezzo per l’agricoltura non sia penalizzante per il consumatore.

Affinché un prodotto bio di qualità rispecchi tutto ciò, noi di EcorNaturaSì vi proponiamo una gamma di prodotti BIO PER TUTTI essenziali affinché il prezzo sia giusto per il produttore e per il consumatore e il maggior numero di persone possa accedere a prodotti sani per la salute della terra e di tutta la comunità economica e sociale.

Fabio Brescacin
Presidente di EcorNaturaSì S.p.A.
 

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Il primo elemento su cui lavorare per giungere a un risanamento economico della società in generale e dell’agricoltura in particolare è quello del giusto prezzo.

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Caro cliente,
la ringraziamo per aver fatto la spesa nel nostro negozio e in occasione dei nostri 30 anni di attività, ci rivolgiamo a Lei per raccontarLe chi è l’azienda che Le ha fornito i prodotti e quali sono i principi che ispirano la sua attività.

Abbiamo iniziato nel 1985 con un piccolo punto vendita cooperativo a Conegliano Veneto. Lo scopo non era il commercio per un profitto fine a se stesso, bensì fare qualcosa al servizio dell’agricoltura biodinamica e biologica.

Due anni dopo creammo una cooperativa agricola nelle colline di Conegliano (Treviso) per rafforzare il nostro legame con l’agricoltura. Oggi questo piccolo lembo di terra è ancora un baluardo di una sana agricoltura nelle colline di Conegliano Valdobbiadene dominate dalla monocoltura del prosecco.

Sempre nel 1987 nacque l’attività di distribuzione per servire, soprattutto con prodotti freschi, i primi negozi bio che nascevano in quegli anni e per dare sfogo alle produzioni dei primi agricoltori pionieri dell’agricoltura biologica e biodinamica in Italia.

Nel 1998 quattro realtà storiche del bio si fusero per dare un servizio migliore e meno costoso ai negozi specializzati e nacque Ecor che nel 2005 iniziò il processo di fusione con NaturaSì per poi dare origine, nel 2009, ad EcorNaturaSì S.p.A. I fondatori iniziali, mossi da un ideale e non da interessi privatistici, decisero di mettere la maggioranza delle azioni in una Fondazione di partecipazione no profit: la Libera Fondazione Antroposofica Rudolf Steiner.

Oggi, quindi, la maggioranza delle azioni di EcorNaturaSì è detenuta da una Fondazione no profit che guida e sostiene l’iniziativa e ne assicura la coerenza con gli ideali fondativi. Nel 2012/2013 il capitale è stato aperto ad altri soci che condividono con l’azienda le linee direttive e i principi ispiratori.

La Fondazione destina la sua quota parte di profitti ad opere sociali, in particolare a sostegno dell’agricoltura biodinamica e della pedagogia SteinerWaldorf.

Tre sono da sempre gli obiettivi della Fondazione e di conseguenza di EcorNaturaSì a questo proposito:
 
  1. Fornire alle persone un cibo sano
  2. Sostenere una sana agricoltura
  3. Creare un’economia con principi di fratellanza e di rispetto per l’essere umano.

In questa direzione, senza togliersi la responsabilità di errori e falle di percorso, abbiamo sempre lavorato in questi anni e intendiamo operare, con il supporto e la collaborazione anche dei nostri clienti. In particolare intendiamo continuare a lavorare intensamente sulla QUALITÀ dei prodotti e quindi necessariamente sulla pratica agricola. A questo proposito abbiamo un gruppo di agronomi specializzati che supportano le aziende agricole nostre fornitrici, per avere un prodotto sempre migliore che sia la base della nostra salute, ma anche per sostenere un’agricoltura che risani la terra, le piante, gli animali ed il paesaggio rurale.

Di anno un anno una quota crescente dei prodotti che vi proponiamo arriva dai nostri agricoltori, con i quali coltiviamo un rapporto di sostegno reciproco da anni ed ai quali cerchiamo di garantire un GIUSTO PREZZO per i loro prodotti.

Le nostre aziende sono sempre aperte alle vostre visite ed un’immagine di esse la potete trovare nei video pubblicati sul sito NaturaSì alla sezione “Terre di Ecor”.
 
  • Intendiamo continuare a sostenere e promuovere la CULTURA, non solo alimentare o agricola, ma la cultura in generale, consapevoli che il biologico ed il biodinamico sono innanzitutto una scelta culturale, prima ancora che economica ed ambientale, e che una sana alimentazione, così come una sana pratica agricola, sono le basi necessarie per una rinascita culturale e spirituale di ogni essere umano e dell’umanità nel suo complesso.
 
  • Intendiamo continuare ad operare per la creazione di una COMUNITÀ di persone consapevoli che operino fraternamente in ambito economico per la salute individuale, ambientale e sociale.

Reputiamo che una nuova consapevolezza economica basata sul senso di fratellanza e sul riconoscimento che in ambito economico ognuno ha bisogno dell’altro e ognuno deve sostenere l’altro, debba essere la base di un nuovo rapporto e di una nuova alleanza tra produttori, commercianti e consumatori che collaborano per la salute della Terra e di ogni essere umano.

Siamo consapevoli che questi ideali possono essere perseguiti solo insieme in una relazione trasparente, basata sulla reciproca fiducia e sulla collaborazione non egoistica tra chi produce, chi commercializza e
chi consuma.

La ringraziamo di cuore per il Suo atto di acquisto, che a volte attraverso il sacrificio economico, permette a questo processo di manifestarsi e a questi ideali di essere perseguiti, con sempre maggiore coerenza
e consapevolezza.

Grazie per essere parte della nostra Comunità.

Saremo lieti di ricevere i suoi commenti, può scrivere a newsletter@naturasi.it.

Fabio Brescacin
Presidente di EcorNaturaSì S.p.A.

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