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Le bevande vegetali

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I cosidetti “latti” vegetali sono ormai divenuti di utilizzo comune. Ma cosa sono esattamente?

1. Bevande o latti vegetali?

Le bevande vegetali si possono preparare a partire da cereali come riso, avena, farro e kamut®, pseudocereali come quinoa, miglio e grano saraceno, frutta secca, come le mandorle, o frutta fresca, come il cocco.

Sono comunemente, ed erroneamente, conosciute come “latti” vegetali: infatti, in base al regolamento comunitario n. 1234/2007 il termine “latte” si riferisce solo al “prodotto dalla secrezione mammaria normale, ottenuto mediante una o più mungiture, senza alcuna aggiunta o sottrazione”.
La corretta dicitura per identificarli è pertanto “bevanda vegetale a base di...”. Sfuggono però alla regola il latte di mandorla e il latte di cocco. Infatti, la decisione CEE/CEEA/CECA 20.12.2010 n. 791 relativa al Regolamento CEE/UE 22.10.2007 n. 1234 consente l’uso della denominazione latte di cocco, così come quella latte di mandorle.

2. Sono prodotte per estrazione

Le bevande vegetali derivate da cereali sono prodotte per estrazione: i cereali vengono lavati, messi in ammollo, quindi macinati e centrifugati. In seguito vengono arricchiti con oli, sali minerali e vitamine.

Tale estratto viene omogeneizzato e sottoposto a un trattamento termico la cui durata varia a seconda che il prodotto sia da conservare in frigorifero e da consumare in breve tempo, oppure venga conservato a temperatura ambiente per una maggiore durata: in questo caso, sarà da conservare in frigo dopo l’apertura.

3. Sono ottime anche in cucina

Grazie alla loro consistenza vellutata, si possono utilizzare per la colazione, a temperatura ambiente o riscaldate, accompagnate a cereali, fette biscottate, pane e biscotti, ma rappresentano anche un ottimo supporto per la preparazione di salse e besciamelle vegetali.