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Salvatore Ferrandes, ne è convinto: il biologico è l’unico metodo sostenibile.
Ha intrapreso questo percorso oltre 15 anni fa, insoddisfatto di come andavano le cose nell’agricoltura convenzionale. Certo, i primi tempi non sono stati facili, tra molte difficoltà e raccolti andati in fumo; tuttavia, dopo qualche anno, ad affiancare i problemi sono arrivate le soddisfazioni e la consapevolezza che, senza il ricorso alla chimica di sintesi, si ottengono prodotti buoni. “Come in tutte le cose, quando inizi la strada è in salita, anche perché si affrontano problematiche nuove: poi, piano piano si impara e, anche se non è facilissimo, si riesce. Magari non si ottengono grandissime produzioni, ma i prodotti sono buoni” spiega Salvatore e aggiunge: “Quando si decide di fare una scelta, la si deve portare fi no in fondo, non ci si può tirare indietro alle prime difficoltà. E ciò vale anche per chi sceglie di fare agricoltura biologica, sapendo che una volta andrà bene e un’altra male. Ma è la vita, e sono soddisfatto della mia professione e della mia scelta”.
Fondamentali sono l’esperienza e l’osservazione della natura.
 
Dice Salvatore: “Col tempo abbiamo capito che le piante hanno bisogno della loro naturalità, di ambienti e di metodi dolci. Non subendo forzature, hanno bisogno di più tempo per crescere, ma così danno anche frutti più saporiti, che durano di più e hanno delle caratteristiche migliori. Un prodotto biologico ha qualcosa in più”.
Salvatore è l’erede di una tradizione agricola di famiglia: fu infatti il padre a decidere di trasferirsi a fare l’agricoltore a Latina dall’isola siciliana di Pantelleria: “Questa è una zona vocata dal punto di vista agricolo,” spiega infatti “La terra è molto fertile e ricca, ha il mare a due passi e quindi non fa mai troppo caldo, né troppo freddo”. Inizialmente, l’azienda coltivava un vigneto che, in seguito, Salvatore ha trasformato in frutteto e orto.
Oggi, oltre alle fragole, pronte nel mese di maggio, e alle angurie, disponibili nel mese di giugno, coltiva tutto quello che serve per fare rotazioni in campo a sovescio di leguminose, graminacee e prati da rinnovo. Sa bene, infatti, che, assieme ai sovesci, la rotazione è alla base della conduzione di un’azienda con il metodo biologico.
 
Con la sua estensione di circa 30 ettari in proprietà e in affitto, l’azienda dà lavoro ai numerosi membri della famiglia, ai quali, nei periodi più intensi, si aggiunge anche una decina di collaboratori. Salvatore vede il suo lavoro in un’ottica di miglioramento continuo: “Credo che nessuno possa ritenere di aver raggiunto l’apice: bisogna cercare di migliorarsi e di fare cose nuove che porteranno a sviluppare positivamente la situazione. Tra qualche anno m’immagino l’azienda ancora viva: a me piace coltivare e sperimentare cose nuove”. Il suo è un lavoro tosto e impegnativo, lo sa bene, ma ha cercato di trasmettere la sua passione per l’agricoltura ai fi gli e conta che, in futuro, saranno proprio loro a mandare avanti il suo progetto.