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Antipasto musicale

GUSTIAMOCI UN MOMENTO FRIZZANTE

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Primo Piatto

UN MIX DI CULTURE

Pochi album come Graceland, pubblicato dal cantautore newyorkese Paul Simon, possono dirsi davvero storici e iconici di un tempo e di una ricerca musicale autentica sul solco dell’integrazione tra culture distanti. Il senso della melodia e del racconto propri di un songwriter eccezionale come Simon sono stati capaci di portare lo spirito musicale africano al mondo occidentale acculturato delle metropoli. Non senza polemiche, l’operazione è stata delicata ma riuscita, grazie alla sincera partecipazione di numerosi musicisti e gruppi, non solo africani, in un lavoro di profonda ricerca delle radici nere e creole americane, partendo dal Sudafrica per arrivare in Louisiana.



Da questo punto di vista Graceland è un album unico, un caleidoscopio di racconti e sapori, un viaggio a ritroso tra le diverse anime della musica africana, nero e bianco americana, dal blues alle influenze creole e Zydeco della Louisiana, ad intrecciare le radici comuni ai due continenti. Registrato tra Johannesburg, New York, Los Angeles, Londra, Louisiana e altre città tra il 1985 e l’86, culmina con un tour ospitante tutti gli artisti e le loro crew, registrato in un video ed in un documentario storico. La playlist che segue è un ritratto fedele di questo concerto: "Graceland - The African Concert", registrato in una tappa in Zimbabwe, nel 1987.

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Secondo Piatto

SAPORI E COLORI DAL SUDAMERICA

I formaggi

Impossibile per noi resistere al gusto che deriva dalla combinazione di elementi così diversi e pregiati allo stesso tempo.

Due virtuosi che da anni collaborano a progetti collettivi incredibili tra classica, folk, bluegrass e jazz, il mandolinista Chris Thile e il contrabbassista Edgar Meyer riescono con maestria in piccole miniature come questa.

Chris Thile & Edgar Meyer: Big Top

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Dessert

DOLCI NOTE DI CHITARRA

Del chitarrista Kazuhito Yamashita è difficile parlare senza alzare polemiche. Fenomeno precoce, già ad undici anni vincitore di concorsi internazionali, è figura mitologica capace di suonare di tutto, dal repertorio chitarristico per eccellenza (Sor, Rodrigo etc) in poi, scegliendo e trascrivendo personalmente per il suo strumento gli arrangiamenti di brani originariamente concepiti per altri organici, financo per orchestra. Sue versioni di brani come i quadri da un'esposizione di Musorgskij/Ravel, o delle Quattro Stagioni di Vivaldi sono diventate celebri, e suoi concerti sono entrati nella leggenda (qui una bellissima e precisa testimonianza di chi ha potuto assistervi). Grande sostenitore della nuova musica, con numerosissime incisioni di autori coevi, Yamashita è capace di una pulizia di suono e di una dinamica incredibili per uno strumento come la chitarra classica, che suona con la facilità disarmante di un Maestro. Quella che segue è la registrazione di un suo raro concerto, tenuto a San Francisco, nella St. Mark’s Lutheran Church, il 10 ottobre 2015. In programma (due set) le intere suites per violoncello solo di Bach.

Kazuhito Yamashita: Cello Suite, Bach

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