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A proposito di riforestazione urbana

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Quali specie vegetali preferire in città? E come renderle più verdi anche con un semplice terrazzino? Ce lo spiega l’esperto di biodiversità Fabio Dartora.

Se osservassimo l’Italia dall’alto durante la notte, al di fuori delle Alpi e degli Appennini vedremmo ovunque le luci dell’insediamento umano. Alcune regioni sembrano maestose città e, se scendiamo nel cuore degli insediamenti abitati, il colpo d’occhio cade sulla quantità di suolo occupato da asfalto e cemento. Esistono però esseri viventi che con la loro bellezza e la loro stagionalità possono trasformarla in un luogo più piacevole e che, con i loro servizi ecosistemici, ci fanno stare meglio. Parliamo di erbacee, arbusti e alberi, che possono “colonizzare” le nostre città rendendole più verdi, ornandole e profumandole durante la primavera, rendendole più fresche in estate, colorandole in autunno e mantenendole meno grigie nel corso del lungo inverno. Ma c’è spazio per il verde nelle città? Quali sono le specie che ci aiutano a rendere i centri abitati più accoglienti per ospitare insetti impollinatori, farfalle e uccelli?

 

Il terrazzo

Per quanto ampio, il terrazzo ha dimensioni ridotte, ma se proviamo a dedicarne anche solo una parte al verde avremo comunque contribuito a rinverdire la nostra città. Non esiste solo il geranio: possiamo ospitare piante rampicanti come il gelsomino, dai fiori profumatissimi, con un apposito sostegno in legno; se disponiamo di una zona ombrosa, anche le felci crescono bene oppure arbusti come la buddleia, il ligustro e il biancospino, specie autoctone del nostro territorio. Se non abbiamo molto spazio, possiamo affidarci ai fiori stagionali, come il girasole d’estate: abbinandolo alla facelia e al grano saraceno daremo un pasto sicuro agli insetti impollinatori. Per i più appassionati, si può fare un piccolo orto con pomodori, melanzane e altri ortaggi; chi ha un terrazzo più grande può ospitare anche arbusti o alberi di una certa dimensione, tenendo sempre conto del fattore sicurezza sia per la disposizione delle piante che per la valutazione del loro peso sul terrazzo.

 

Il verde pubblico

Le aiuole che incontriamo lungo le strade ospitano piante erbacee o arbustive, a seconda del ruolo dell’aiuola e della sua posizione. Si tratta spesso anche di rotatorie che hanno una funzione decisiva nel rinverdimento urbano, con erbe spontanee che vengono lasciate fiorire in funzione degli insetti impollinatori, come api e farfalle; nelle rotonde più grandi si può pensare di inserire arbusti, come rose canine, ligustri e viburni o qualche antico albero da frutto, come melograni e fichi che piacciono molto agli uccelli. Da non trascurare i parchi pubblici, un autentico polmone verde: se le loro origini sono antiche, non sarà infrequente individuare al loro interno piante secolari, come ippocastani o cedri del Libano, che hanno molto da offrire a tutte quelle specie che si sono adattate a vivere anche in ambiente urbano, come fringuelli, cardellini, capinere e storni. Per migliorarne la funzione di conservazione della natura, è bene diversificarli con zone a prato stabile, affiancate da macchie di arbusti misti con fioriture in primavera e bacche in inverno, e con la piantumazione di alberi autoctoni come querce, tigli, pioppi e salici, a seconda dell’ubicazione del parco.

 

Un impegno per il futuro

La riforestazione urbana rappresenta un’azione concreta per rendere le città più sostenibili dal punto di vista ecologico: ogni pianta ha una diversa capacità di assorbimento della CO2 e di inquinanti gassosi e riveste un ruolo preponderante anche nella cattura delle polveri sottili. Tra gli alberi con la maggiore capacità di mitigazione generale troviamo – per citarne solo alcuni – l’Olmo, il Frassino, l’Acero, la Quercia, il Tiglio e il Bagolaro. Adottare questo approccio più sostenibile e gestire l’ambiente urbano in modo più consapevole, diversificando i parchi urbani e rinverdendo le città, significa, da un lato, intraprendere un percorso che permetterà alle generazioni future di comprendere più facilmente l’importanza della natura nella nostra quotidianità e, dall’altro, muoverci in una direzione in grado di consentire che ogni scelta venga adottata nel rispetto della natura.