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Ottimismo nel piatto, entusiasmo nella vita: l’importanza di un approccio positivo nei confronti dell’alimentazione.

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Mangia più frutta e verdura fresca! Riduci il sale! Meno zucchero è meglio! Scegli grassi di “buona” qualità e mangia poca carne. Evita l’unilateralità e mangia invece in modo vario e diversificato. Utilizza prodotti già pronti con parsimonia, scegliendo se possibile quelli senza additivi… Chi è attento alla propria alimentazione probabilmente ha una certa familiarità con questi suggerimenti, comunicati regolarmente su tutti i media.

Attenzione al messaggio

Ma qual è il messaggio che ci trasmettono? Se qualcuno ci consiglia di mangiare più frutta e verdura fresche significa che non ne stiamo mangiando abbastanza; se ci dicono di ridurre il sale o lo zucchero significa che stiamo mangiando alimenti troppo salati o troppo dolci… Come consumatori, dunque, si ha la sensazione di fare sempre qualcosa di sbagliato, perché tra le righe ci viene detto proprio questo. Di certo questi consigli corretti – e pienamente giustificati – contribuiscono a una dieta sana, supportano la nostra attività emotiva e spirituale e a lungo termine potrebbero aiutarci ad evitare anche alcune patologie. Ma siamo davvero certi che questa prospettiva negativa sia d’aiuto?

Il bicchiere mezzo pieno

Finora la scienza nutrizionale si è concentrata sui nutrienti mancanti e sulle diete squilibrate. Il “troppo” e il “non abbastanza” sono gli oggetti di discussione e alla fine è facile non sentirsi adeguati, pensando – ogni volta che ci viene presentato un piatto – che sia “troppo grasso, troppo salato, troppo calorico...”. Concentrarsi sull’aspetto negativo e sulla carenza determina un atteggiamento che non ha un buon effetto sulla vita e che può addirittura indebolire il sistema immunitario. La psicologia ci insegna infatti che un atteggiamento positivo, una comunicazione positiva e in generale vedere il bicchiere mezzo pieno in tutte le cose, influenza positivamente le nostre vite e ci permette di guardare alla nostra esistenza con più entusiasmo. Per esempio, ci dà gioia un pasto appena cucinato, ancor più se ci permette di sperimentare sapori nuovi, diversi dai gusti standardizzati dei piatti già pronti che sono, all’incirca, tutti uguali. Una buona relazione con il cibo ci fa stare bene e ci permette di affrontare la vita in modo più positivo, perché quando ci si sente bene si è anche in grado di affrontare qualunque tempesta.

di Jasmin Peschke, Specialista in Scienze della Nutrizione, da più di 30 anni si occupa di alimentazione in chiave antroposofica. Coordinatrice per la nutrizione nella Sezione di Agricoltura del centro spirituale dell’agricoltura biodinamica presso il centro congressi dell’antroposofia a Dornach, in Svizzera, Peschke tiene conferenze e organizza seminari sulle dinamiche della nutrizione.