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Insieme, per la tutela dei semi

Sosteniamo la Fondazione Seminare il Futuro

Oggi in agricoltura sono utilizzate sementi selezionate per la coltivazione convenzionale. Anche una buona parte degli agricoltori biologici è costretta ad usare gli stessi semi, i quali non si adattano al metodo bio: si tratta di sementi adattate all’uso di concimi chimici e di pesticidi, perché in questi anni è mancata pesantemente un'attività di ricerca per avere semi adatti all’agricoltura Biologica e Biodinamica e questo crea problemi sia di qualità che di produttività. L’attività di ricerca e di sperimentazione sulle sementi non ibride, e soprattutto su sementi adatte al sistema agricolo biologico, è portata avanti con mezzi molto limitati soprattutto dal mondo delle aziende agricole del biologico e del biodinamico. Per questo è sorta la Fondazione Seminare il Futuro, destinata a sostenere la ricerca e arrivare a produrre sementi 100% biologiche attraverso la creazione di comunità agricole che facciano dello scambio, della cultura e della preservazione della varietà di sementi non ibride il fulcro della loro attività.

Prendono parte della fondazione partner storicamente impegnati nel biologico, anche internazionali. 

Oltre ad EcorNaturaSì, è parte della fondazione la Coop. Girolomoni, azienda storica del biologico, produttrice di pasta dal 1977 nelle Marche. La fondazione è rappresentata inoltre dalle seguenti persone:

- Peter Kunz, responsabile scientifico, ha lavorato presso il Goetheanum ed ha fondato il Getreidezüchtung Peter Kunz, centro di ricerca svizzero che si occupa di selezionare di nuove sementi per il bio. Ueli Hurter, Responsabile della sezione Agricoltura e Scienze Naturali del Goetheanum. Responsabile e fondatore dell’azienda agricola biodinamica L’Aubier, organizzata in associazione non profit a finanziamento diretto. Nel 2006 con Peter Kunz fonda “Seminare il futuro” ed è rappresentante in Svizzera della Demeter International. 

- Amadeus Zschunke, fondatore e genetista della Sativa Rheinau Ag, azienda svizzera che si occupa di sviluppare nuove sementi orticole non ibride professionali per l’agricoltura biologica e biodinamica.

- Paola Santi, impegnata negli ultimi 10 anni come direttore della Fattoria Di Vaira in Molise, attiva nel promuovere l’importanza delle sementi non ibride mediante la sperimentazione in campo del grano duro attraverso il metodo della selezione promosso da Peter Kunz.

- Luca Sartorato, responsabile del settore agricoltura per EcorNaturaSì. 

La Fondazione inoltre collabora con il Crea di Foggia con il quale è iniziato il lavoro sul grano duro, l'università di Pisa ed il Centro di Ricerche Agro-Ambientali Enrico Avanzi”, che da sempre si sono distinte in Italia per la sensibilità alle tematiche di una agricoltura biologica innovativa. 

“Focus della ricerca sulle sementi per il bio è il grano duro, quello che serve a realizzare la pasta, il più tipico dei piatti italiani, ma stiamo incrociando in maniera naturale altre 200 diverse linee di sementi, tra cui le orticole, per le quali il tema del seme non ibrido è pressante ancor di più vista la perdita di biodiversità perpetrata a vantaggio dei semi ibridi. L'obiettivo è verificare quelle più adatte alle esigenze di agricoltori che non utilizzano fertilizzanti e pesticidi chimici di sintesi”. L’agroecologia ha bisogno di ricerca e innovazione, spiega Fabio Brescacin, Presidente di EcorNaturaSì che aggiunge come Seminare il futuro sia anche un esempio di inclusione, per allargare la partecipazione a tutti coloro che hanno a cuore la tutela dei semi “occorre sviluppare e rigenerare varietà che rispondano alle diverse esigenze agricole e nutrizionali delle nostre aziende, rispettando la pianta, il suolo e la biodiversità naturale. La Fondazione Seminare il futuro è nata per fare questo: abbiamo di fronte ancora anni di sperimentazione in quel grande laboratorio che sono i nostri campi e per farlo chiederemo la partecipazione di tutti, dagli scienziati ai clienti”.

Perché ti raccontiamo tutto questo? Perché è proprio alla Fondazione Seminare il Futuro che abbiamo scelto di destinare una parte dei punti non redenti della nostra raccolta punti, terminata il 22 aprile, in un momento così particolare. Per far sì che il nostro contributo, sia anche il contributo di tutti coloro che hanno a cuore la tutela dei semi.

Il nostro impegno sociale continua con erogazioni di alimenti alle persone più disagiate e con il progetto Spesa Sospesa, attivo in più di 100 negozi del nostro Ecosistema