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Un prestito obbligazionario per il futuro del cibo

L’innovativo progetto finanziario di NaturaSì presentato a Terra Madre Salone del Gusto

Il video è un estratto della conferenza di Terra Madre.

Abbandonare la logica dell’economia fine a se stessa, l’idea che le scelte degli individui non condizionino la vita dell’intera comunità. E diventare, al contrario, cittadini consapevoli che prendono decisioni di consumo e di investimento orientate al bene comune. Si è parlato di questo, sabato 24 settembre, nell’incontro intitolato “E se l’economia fosse al servizio della Terra?”, tra gli eventi organizzati nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto, a Torino, iniziativa promossa da Slow Food.

Tra le voci intervenute, anche quella di Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì, che ha raccontato l’innovativo progetto, in collaborazione con Banca Etica, che consiste nell’emissione di un prestito obbligazionario di 10 milioni di euro che prevede un tasso di interesse netto del 3% annuo, remunerato in buoni spesa. 

“Da più di trent’anni la nostra azienda opera nel settore del biologico e del biodinamico perché per noi l’unica economia immaginabile è quella che tiene conto dell’equilibrio dell’ecosistema in tutti gli anelli della sua catena”, ha spiegato. “Non c’è benessere dell’uomo senza cura della comunità e non c’è cura della comunità senza rispetto per la terra. Noi viviamo di pane, non di denaro ed è necessario generare consapevolezza sulle scelte che facciamo quando riempiamo il carrello della spesa e quando dobbiamo gestire i nostri risparmi. Noi diamo per scontato che il cibo sia sempre a nostra disposizione quando abbiamo del denaro, ma gli ultimi eventi geopolitici e finanziari ci stanno chiamando ad occuparci oggi del nostro cibo di domani, affidando consapevolmente ad agricoltori virtuosi almeno una piccola parte dei nostri risparmi”, commenta Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì.

Le aziende agricole e quelle di trasformazione, infatti, sono tra i destinatari delle somme raccolte con il prestito obbligazionario. Una parte del prestito, inoltre, sarà destinata alla ricerca e alla formazione degli agricoltori, con particolare attenzione ai giovani che intendo dedicarsi al biologico. Uno strumento finanziario, dunque, che permette di diventare protagonisti attivi di un processo economico più equo, più sano.  In grado di garantire il cibo di oggi e quello di domani.

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