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1. Il loro nome deriva da “persicum”, che letteralmente significa frutto persiano

Appartenente alla famiglia delle Rosaceae, il Prunus Persico è un albero originario della Cina, dove veniva considerato un simbolo di immortalità; da lì, si è poi diffuso in Persia, come testimonia il nome latino persicum, fino ad arrivare in Grecia e in tutta l’area mediterranea.

Per alcuni, il merito della diffusione sarebbe da attribuire ad Alessandro Magno, che lo avrebbe portato da una delle sue spedizioni contro i Persiani; per altri a favorirne la diffusione sarebbero stati gli Egizi. Proprio in Egitto, era considerato il frutto caro al dio Arpocrate, divinità dell’infanzia e dei bambini, le cui guance - rosee, morbide e piene - richiamano proprio le pesche.

Oggi i suoi fiori colorano il paesaggio sin dalla primavera, mentre i suoi frutti arrivano sulle nostre tavole quando ormai è giunta l’estate.


2. Un solo frutto. Tante diverse varietà

Esistono differenti varietà di pesca, che si distinguono per il colore della polpa, che può essere bianca oppure gialla, per la forma, tonda o piatta come nella pesca tabacchiera, dall’intenso profumo di rosa, e per la consistenza della buccia che può essere glabra, come nella popolare nettarina o pesca noce, oppure ricoperta da una sottile peluria, come nelle pesche comuni. 


3. Per crescere bene hanno bisogno di un clima caldo

Il pesco raggiunge, al massimo, i 6 metri d’altezza e ha radici piuttosto superficiali. Se ne può avviare una nuova coltivazione partendo dal seme, attraverso l’innesto oppure trapiantando giovani piante a radici scoperte. Pur adattandosi a diversi tipi di clima, predilige quelli caldi e teme le gelate improvvise. Teme anche gli eccessi di pioggia e di umidità che possono portare alla propagazione di fitopatie come la bolla del pesco, un fungo che attacca le foglie determinandone la caduta. Le pesche maturano sui rami a partire da maggio e per tutta l’estate, fino a settembre nel caso di cultivar tardive.


4. Si conservano più a lungo se riposte in frigo in sacchetti di carta

Una volta acquistate, le pesche si conservano per 3 o 4 giorni in frigorifero: si consiglia di riporle in sacchetti di carta,
come quelli del pane, per evitare che l’umidità le danneggi. Se acquistate molto mature vanno consumate in breve tempo: tendono a deperire facilmente. Se, al contrario, al momento dell’acquisto risultano ancora acerbe, meglio conservarle fuori dal frigorifero, in modo da accelerarne la maturazione.


5. Una prelibatezza estiva…che si gusta tutto l’anno!

Le pesche sono assai versatili: buonissime da sole, sono anche un ingrediente che non può mancare sulle tavole d’estate. Possono essere usate per macedonie di sole pesche oppure per arricchire quelle preparate anche con altra frutta di stagione. Sono indicate per la preparazione di budini, dolci e sorbetti, come la cremolata, o aperitivi come il Bellini, cocktail in cui la polpa di pesca si sposa col Prosecco. Per conservare tutto l’anno il loro gusto inconfondibile, le pesche possono essere sciroppate oppure impiegate per la preparazione di composte e confetture, che hanno tra l’altro il pregio di permetterci il recupero di quelle troppo mature.

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