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Aspettando il solstizio d’inverno…

Fai da te

Se all’apparenza la natura si avvia verso il riposo invernale, la terra è invece ricca di vitalità: in particolare, è questo il periodo migliore per mettere a dimora gli alberi da frutto.

Ci avviamo velocemente verso il solstizio d’inverno, le giornate si accorciano sempre di più e nell’orto la nostra attività si riduce. Il nostro suolo però è particolarmente attivo in questo periodo. Grazie all’umidità e ai residui colturali, animaletti e microrganismi sono all’opera costantemente. Se abbiamo fatto le concimazioni con i materiali organici vegetali o animali il lombrico provvederà a distribuirli uniformemente nel suolo, garantendo una fertilità omogenea che permetterà una crescita vigorosa delle piantine primaverili. Questa attività farà crescere bene gli ortaggi invernali e svilupperà bene le loro radici; è inoltre l’ideale per far crescere le radici anche degli alberi da frutto. Questo è infatti il periodo migliore per metterli a dimora, a meno che non siamo in un luogo che d’inverno raggiunga i -10 °C per almeno una settimana consecutiva. 

 

Alberi da frutto 

In un orto familiare ma anche in un giardino qualche albero da frutto è sempre molto bello da inserire. Segna il ritmo delle stagioni con i fiori, i frutti e la caduta delle foglie e permette di avere frutta maturata al punto giusto. L’ideale per un orto familiare è di avere frutta fresca per il periodo più lungo possibile, con qualche eccedenza per farsi delle confetture. È dunque importante scegliere frutti diversi, facendo attenzione al periodo di raccolta indicato per coprire tutti i mesi da maggio a novembre. Si possono scegliere, ad esempio, ciliegi, albicocchi precoci, peschi, susini, peri, viti, meli, fichi, melograni, giuggioli, kiwi e cachi. Avendo più spazio si possono prendere due o tre alberi per tipo con produzione a scalare. Nei vivai biologici ci sono molte varietà disponibili. Se non abbiamo pratica nella gestione degli alberi da frutta sarà importante scegliere quelli più resistenti alle patologie e agli stress. Ci sono, ad esempio, varietà di uva che sono molto rustiche e non hanno bisogno di trattamenti particolari e con esse possiamo coprire un gazebo per avere ombra nei pomeriggi estivi.

 

Inzaffardatura 

Un’operazione molto importante prima di mettere a dimora gli alberi è la tecnica dell’inzaffardatura biodinamica delle radici. In parole semplici, copriamo le radici con una pasta semiliquida composta da 1/3 di argilla, 1/3 di sabbia silicea, 1/3 di compost maturo o humus di lombrico, 50 g di preparato biodinamico Fladen colloidale e acqua. Il tutto va mescolato bene per farlo diventare della consistenza di un’acqua molto fangosa. Le nostre piante avranno un panetto di terra attorno alle radici, che dovremmo inzuppare completamente immergendolo più volte nell’inzaffardatura. Una volta inzaffardate, le piante potranno essere rimesse nel loro vaso e potremo procedere alla preparazione della buca per il trapianto. Questa tecnica stimolerà la crescita delle radici favorendo l’attecchimento dell’albero. A primavera la pianta avrà già sviluppato delle radici che le permetteranno di superare facilmente un’eventuale siccità ed il caldo estivo. Probabilmente andranno in produzione dopo un paio di anni e anche dopo questo tempo avranno ancora beneficio dall’inzaffardatura, che potremo vedere nel vigore della crescita.

 

Trapianto 

La cura più importante che possiamo riservare ad un albero da frutto per permettergli una vita lunga e vigorosa è “metterlo a dimora” nel modo più corretto possibile. La scelta del momento dell’anno in cui effettuare il trapianto è molto significativa. Durante l’autunno e l’inverno il terreno è particolarmente adatto per ricevere nuove piante. In biodinamica si dice che il terreno sta “inspirando”, mentre nel periodo estivo “espira” facendo crescere e fiorire le piante. Questo, dunque, è il periodo ideale per la messa a dimora di alberi da frutto in un orto-giardino familiare. 

Altro elemento importante è la creazione della buca per il trapianto, che dovrà essere grande almeno il doppio rispetto al panetto dell’albero, perché attorno alle radici è importante che ci sia della terra morbida. Quindi scaviamo la buca e mettiamo sul fondo un po’ della terra rimossa. Aggiungiamo circa 2 kg di letame molto maturo o humus di lombrico. Appoggiamo sopra alla terra e al concime il nostro albero inzaffardato, facendo attenzione che il colletto (punto di passaggio tra le radici e il fusto) non vada a finire sotto il livello del suolo. Riempiamo con la terra tutto lo spazio tra le radici ed il terreno e mettiamo un paio di centimetri di terra sopra il panetto. Pestiamo tranquillamente con i piedi, in modo che il terreno aderisca molto bene al panetto. Irrighiamo con abbondante acqua (7-8 litri) anche se fa freddo ed il terreno è umido. Manteniamo irrigato per qualche giorno in modo che non manchi mai l’acqua. Quando sceglieremo il posto dove collocare il nostro albero dovremmo considerare che crescerà probabilmente di qualche metro in altezza e larghezza e non dovrà proiettare ombra sul nostro orto, soprattutto nel periodo estivo, perché potrebbe limitare la crescita dei nostri ortaggi. La tecnica descritta qui ci permetterà di mettere a dimora alberi da frutto ma anche alberi e cespugli per il giardino. Riceveranno una carica di nutrimento e forze vitali importanti per poter attecchire e crescere. In questo modo potremmo avere un’abbondante produzione di frutta sana e nutriente.